Dall'isola si riparte verso la costa a nord in direzione di Pallanza: sulla sinistra si apre la piana alluvionale del fiume Toce, dominata dal monte Orfano (794 metri), ricco di cave, che chiude l'ingresso della val d'Ossola, dove si stende il piccolo lago di Mergozzo, un tempo facente parte di Verbano. Di fronte, alle falde del Monte Rosso, si trova l'abitato di Suna, con l'impianto medioevale del suo nucleo antico mentre, all'estremità del lungolago, si scorge la seicentesca Casa Cioia. Un susseguirsi di abitazioni, ville, giardini e alberghi unisce il piccolo centro a Pallanza, dove si approda dopo dieci minuti di navigazione dall'Isola Madre. Qui si trova la sede del comune di Verbania, che dal 1939 riunisce una serie di centri rivieraschi (Fondotoce, Suna, Pallanza appunto, Intra) e altri piccoli ex Comuni dell'entroterra. Frequentata stazione di soggiorno, ma anche sede di varie attività industriali, anche Pallanza offre dal suo ottocentesco imbarcadero, dal lungolago e dalla centrale piazza Garibaldi affacciata sul golfo, splendidi scorci. Da Feriolo (sulla destra) all'estremita dell'insenatura, a Baveno e Stresa (di fronte) dominate dal Mottarone, alle isole. Vicinissimo alla costa, quasi di fronte al parco con il Kursaal, si trova l'Isolino di San Giovanni, già noto nell'XI secolo per una chiesa che vi sorgeva, dove e' visibile, tra la fitta vegetazione, il Palazzo sorto nel seicento e poi passato ai Borromeo, che fu per alcuni decenni la residenza estiva di Arturo Toscanini. A Pallanza, in fondo all'importante via Cavuor (nota con il nome di Ruga) con i suoi edifici del sei-settecento, si innalza il Palazzo Viani-Dugnani, ristrutturato nel primo settecento in stile tardo-barocco, ove si trovano il Museo Storico Artistico del Verbano e del Paesaggio (sorto nel 1909), e la raccolta di sculture e calchi di Paolo Troubetzkoi, artista di origine russa autore di busti e monumenti collocati nella vicina piazza Garibaldi. Da vedere anche la Chiesa detta Madonna di Campagna, alle falde del Monte Rosso, sorta su un preesistente edificio romanico e ristrutturata in forme bramantesche nel cinquecento, con all'interno affreschi di Bernardino Procaccini. Sempre a Pallanza si tiene annualmente in settembre "un corso di carri fioriti" di rinomanza internazionale