Il territorio di Ispra fu abitato fin da tempi antichissimi. Alcuni ritrovamenti recenti di manufatti di selce, fanno pensare a remote età preistoriche. Nella torbiera che si estendeva sotto il colle di Barza, tra Quassa e Angera, fu trovata nel secolo scorso la bella piroga preistorica che oggi è conservata nel Museo dell'Isola Bella. Nei primi anni del Novecento si è affermata la particolare attività della produzione della calce ricavata dal calcare tolto ai fianchi delle colline e lavorata nelle molte fornaci esistenti. Fornaci oggi ristrutturate e visitabili. Dagli anni 60 ospita il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea.
Principale attrattiva turistica di Ispra è il lungo sviluppo della riva del lago. Dal grande masso erratico del Cavalasc di Ranco fino alla Palude Bozza sul confine con Brebbia, la costa è quasi tutta percorribile e per lunghi tratti servita da una attrezzata passeggiata pedonale. Una suggestiva scalinata porta direttamente al lago partendo dal piazzale retrostante la Chiesa Parrocchiale. Dal grande parcheggio per automobili di fronte al cimitero, si arriva al piazzale del porto scendendo attraverso il parco pubblico che circonda il monumento Castelbarco. Piccoli porticcioli, moli e darsene anche privati, si trovano lungo tuttala costa. Il punto principale di accesso per le imbarcazioni è la zona attrezzata del porto, dove si trova anche il punto d'attracco della Navigazione Lago Maggiore, per battelli ed aliscafi, attivo nella stagioneestiva, e l'ufficio turistico (IAT), attivo anch'esso nella stagione estiva.